Presentate al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (MIT) le linee guida per la manutenzione dei viadotti. Un pool di esperti delle Università, della Direzione Vigilanza sulle Concessionarie autostradali e dell’Ufficio Tecnico Ispettivo (UIT) di Roma hanno presentato i risultati delle verifiche “straordinarie” effettuate sulla rete autostradale italiana, condotti fra settembre 2018 e luglio 2019, ed un nuovo modo di concepire le attività di manutenzione delle opere esistenti.
In meno di un anno sono stati effettuati 180 sopralluoghi sui viadotti di tutta le rete autostradale, che hanno evidenziato, in molti casi, uno stato di degrado piuttosto avanzato. A dirlo il capo dell’UIT di Roma, Placido Migliorino, il quale ha aggiunto che le verifiche effettuate per accertare anche la “transitabilità provvisoria” ed hanno portato, in talune situazioni, alla totale interdizione del traffico in attesa che vengano effettuati i lavori di manutenzione.

“E’ cambiato modello del rapporto fra Stato e Concessionario, lo Stato è tornato a fare lo Stato”, ha dichiarato il Ministro Danilo Toninelli, spiegando che in precedenza la gran parte dei controlli veniva fatta sul sedime autostradale (buche, stato dei guardrail ecc.), senza valutare lo stato di salute e la tenuta del viadotto.
“Il modello per la manutenzione lo fissa lo Stato ed i Concessionari si devono adeguare”, ha affermato il Ministro, aggiungendo che non accadrà più che “le Concessionarie i calcoli se li fanno a casa da sole” e non ci saranno più eventi come il Ponte Morandi, dove “sembrava che tutto andasse bene”.
Il nuovo modello – ha detto Toninelli – verrà applicato, non solo sui 2mila chilometri di autostrade del Cendo-Sud sottoposte alla vigilanza dell’UIT di Roma, ma “verrà applicato anche agli altri 4 mila chilometri“.
Dalla verifica straordinaria effettuata è emerso che, nelle prove di carico, venivano utilizzati i carichi di progetto, quelli vigenti dal 1962, mentre le linee guida impongono di applicare i carichi attuali indicati dalla nuova normativa (DM/346/2014). Tra le prove di carico effettuate e ancora da effettuarsi nei prossimi 12 mesi, ne sono emerse alcune più significative, che hanno messo in luce una serie di criticità.
Anche le valutazioni sulla precompressione hanno messo in luce alcuni problemi, in quanto le Concessionarie riportavano normalmente quelle del progetto originario, mentre la realtà ha messo in luce che difficilmente la precompressione residua sta dentro il limite del 20% e spesso è superiore al 30%. Altro problema riguardava la mancata verifica puntuale degli apparecchi di appoggio (rilevatori sismici).
Dalle verifiche effettuate è emerso un quadro preciso, che ha consentito di formulare delle linee guida per la manutenzione: veridiche si sicurezza e funzionalità ma monitorare costantemente, ispezioni a cadenza trimestrale, verifiche non meramente visive, l’utilizzo di un’analisi multicriteria che tenga conto del rischio specifico (criticità manutentiva, invecchiamento, pericolosità sismica, vulnerabilità di precopressione, esposizione al traffico e rispetto all’ambiente ecc.).

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Fonte:
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