Hanno respirato le esalazioni provenienti da un pozzo di manutenzione di una discarica in cui stavano lavorando. Così sono morti nella mattina di giovedì due operai di 52 e 53 anni, che erano scesi all’interno della cavità per un’ispezione. L’incidente è avvenuto ad Aliano, in provincia di Matera. Secondo le prime informazioni, le due vittime sono entrambe di Potenza: la ditta che curava la manutenzione, infatti, ha sede nel capoluogo lucano.

Il pozzo, secondo le prima informazioni, sarebbe stato profondo tra i 10 e i 30 metri e sarebbe stato utilizzato per l’aspirazione del percolato, cioè del materiale prodotto dai rifiuti accumulati nella discarica, chiusa dal 2013, ma dove periodicamente si effettuano lavori di manutenzione. Ancora in corso gli accertamenti, ma secondo le prime ricostruzioni, il secondo operaio sarebbe morto proprio per soccorrere il collega. Quando il primo si è sentito male a causa delle esalazioni di anidride carbonica, infatti, l’altro è sceso nella cavità, rimanendo anche lui intossicato mortalmente. L’allarme è stato dato dall’autista dell’autocisterna, che doveva caricare del materiale accumulato in una vasca per trasferirlo in un centro di smaltimento, con cui i tre avevano raggiunto la discarica.

Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha espresso il suo “cordoglio” ai familiari delle due vittime. Intanto, l’assessore regionale al lavoro, Francesco Cupparo – attraverso l’ufficio stampa della giunta – ha reso noto che “in attesa che le indagini della magistratura facciano il loro corso” sarà attivata “ogni possibile iniziativa al fine di accertare le responsabilità e per capire come sia stato possibile questo ulteriore incidente”.

I due operai si aggiungono al lungo elenco di vittime morte mentre lavoravano: secondo l’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro, dall’inizio dell’anno sono 458 i morti sul lavoro. Se si sommano anche coloro che sono morti nel tragitto verso il lavoro si arriva a 938 lavoratori.

Fonte: Il Fatto